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Gestione del colore

3.2.10. Gestione del colore

darktable utilizza la gestione del colore durante tutto il flusso di lavoro:

  • Le specifiche dei colori in ingresso sono lette dai profili ICC preinstallati o specificati dall'utente oppure - nel caso di files raw, da una libreria di matrici di colore associate ai diversi modelli di fotocamere.

  • darktable legge automaticamente il profilo colore del vostro monitor (se lo avete configurato a dovere) al fine di visualizzare correttamente i colori a video. darktable è in grado di utilizzare una configurazione per un sistema multi-schermo se viene utilizzato e configurato un servizio come colord.

  • I file di output possono essere generati con uno dei profili forniti con darktable come sRGB oppure AdobeRGB (compatibile), oppure con un qualsiasi altro spazio colore fornito dall'utente come profilo ICC.

3.2.10.1. Profilo monitor

Per poter visualizzare correttamente i colori a video darktable deve essere in grado di trovare un profilo corretto per il monitor. In linea generale ciò significa che il vostro monitor dovrà essere calibrato e profilato e il profilo ottenuto dovrà essere correttamente installato sul vostro sistema. darktable interroga il server X xatom così come il servizio colord (se disponibile) per individuare il profilo corretto. Se necessario potete forzare un metodo specifico nella finestra di dialogo preferenze (vedi Sezione 8.1, «Opzioni interfaccia»).

Per interrogare la configurazione del vostro monitor potete usare il comando darktable-cmstest che vi restituirà una serie di utili informazioni quali il nome del profilo del vostro monitor e vi dirà anche se il vostro sistema è stato configurato correttamente (vedi Sezione 1.1.6, «Comando darktable-cmstest»).

In rari casi potrebbe essere necessario dover selezionare manualmente il profilo del vostro monitor. Questo è possibile utilizzando i pulsanti Simulazione a schermo e Controllo gamma nella vista Camera oscura (vedi Sezione 3.3.9.5, «Prova di stampa» e Sezione 3.3.9.6, «Controllo gamma»), oppure Profilo schermo nella vista tavolo luminoso (vedi Sezione 2.1, «Panoramica»).

3.2.10.2. Metodi di interpretazione

Il parametro di configurazione «Usa sempre LittleCMS2 per applicare il profilo colore in uscita» all'interno delle preferenze globali (vedi Sezione 8.2, «Opzioni principali») istruisce darktable sul metodo da usare per l'interpretazione dei colori.

darktable può interpretare i colori sia attraverso un algoritmo interno che utilizzando la libreria esterna LittleCMS2. Il metodo interno a darktable è molto più veloce di quello esterno. L'opzione esterna è comunque una valida opzione alternativa ed in alcuni casi potrebbe restituirvi colori leggermente più accurati.

Notare che il profilo ICC è basato su LUT o le contiene entrambe, una LUT e una matrice, darktable utilizzerà LittleCMS2 per interpretare i colori senza curarsi di questo parametro di configurazione.

3.2.10.3. Intento

Se viene attivata l'interpretazione del colore con LittleCMS2 (vedi Sezione 3.2.10.2, «Metodi di interpretazione») è possibile definire come comportarsi con i colori fuori gamma quando si passa da uno spazio colore ad un altro. Un'opzione nella finestra di esportazione (vedi Sezione 2.3.12, «Esporta selezionati»), il modulo Profilo colore di uscita (vedi Sezione 3.4.3.3, «Profilo colore di uscita») e l'opzione Simulazione a schermo (vedi Sezione 3.3.9.5, «Prova di stampa») possono essere utilizzate alternativamente per scegliere uno dei seguenti metodi di interpretazione:

percettivo Adatto alle immagini perché mantiene la posizione relativa dei colori. solitamente questa è la scelta migliore.
Colorimetrico relativo I colori fuori gamma vengono convertiti in colori con la stessa luminosità ma con differente saturazione. Gli altri colori non vengono toccati.
saturazione La saturazione viene mantenuta mentre la luminosità viene leggermente modificata.
Colorimetrico assoluto Mantiene il punto di bianco.

3.2.10.4. spazi colore in darktable

Le immagini di input in darktable possono essere sia files RGB (come i JPEG o i TIFF) che files raw: in entrambi i casi i colori vengono rappresentati attraverso una combinazione di rosso, verde e blu. La maggior parte dei nostri moduli lavora nello spazio colore CIELAB (spesso chiamato semplicemente «Lab») che descrive i colori attraverso una combinazione di luminosità (L) e di un punto nel piano colore a-b. L'immagine risultante dopo l'elaborazione dell'input è sempre in RGB dimensionata per il monitor in uso o per il file di output.

Questo procedimento necessita due fasi di conversione dei colori ben distinte all'interno della pixelpipe: un profilo colore di ingresso e un profilo colore di uscita. In aggiunta occorre considerare anche il passaggio di demosaicizzazione in caso di files raw durante il quale il colore di ogni singolo pixel viene ricostruito per interpolazione.

Ogni modulo prende posto in una posizione fissa all'interno della pixelpipe che identifica in quale spazio colore risiede il modulo stesso:

fino a demosaicizzazione   Un'immagine in formato raw contiene i colori solo in forma latente. Ogni pixel è accompagnato da informazioni riguardanti la luminosità e il colore per un solo colore base. Ricordate che alcuni moduli possono agire solo su immagini non raw ovvero solo su immagini in formato RGB con informazioni complete per tutti e tre i canali colore.
tra demosaicizzazione e profilo colore di ingresso   Immagine in formato RGB con lo spazio colore di uno specifico modello di macchina fotografica o file di input.
tra profilo colore di ingresso e profilo colore di uscita   Immagine in formato Lab. Questo spazio colore è universale e comprende tutti i colori visibili dall'occhio umano (e più). Dato che darktable processa le immagini in un buffer 4x32bit a virgola mobile, è possibile gestire lo spazio colore Lab senza incorrere nel rischio di scalettatura o di interruzioni tonali.
dopo profilo colore di uscita   Un'immagine in RGB è definita dal display selezionato o da un profilo ICC di output.

3.2.10.5. Colori slegati

In teoria i componenti individuali di ogni colore sono racchiusi tra un valore minimo ed uno massimo. Ad esempio l'intensità di un singolo canale rosso, verde o blu in RGB è compresa in una gamma da 0% a 100% (ovvero tra 0,0 e 1,0). Allo stesso modo il canale L nello spazio Lab è confinato tra il valore 0 (nero puro) e 100 (bianco puro).

In pratica, a volte, le operazioni di elaborazione in darktable possono portare a valori esterni a questi limiti. Infatti anche le matrici colore più collaudate che vengono utilizzate per convertire i colori da RGB a Lab possono produrre dei pixel con valori L negativi.

I pixel con questi particolari valori vengono definiti «colori slegati». E' possibile tosare (cioè confinare) questi valori all'interno della gamma gestibile durante ogni processo di elaborazione. Tuttavia è stato notato che è preferibile non effettuare questa forzatura perché la stessa è soggetta alla creazione di artefatti e si preferisce quindi trattare questi pixel come ogni altro colore.

In darktable non ci sono ragioni tecniche che necessitano di tosaggio: dal momento che il software utilizza calcoli a virgola mobile per tutte le operazioni di elaborazione, i valori relativi ai colori slegati possono essere trasferiti attraverso la pixelpipe così come sono a patto che il modulo che effettuerà l'ultima conversione sia poi in grado di generare il colore più adeguato che viene richiesto dallo spazio colore di output. Per questo motivo darktable non effettua mai il tosaggio dei colori slegati finché gli algoritmi di elaborazione dei colori lo permettono.

3.2.10.6. Possibili artefatti di colore

Ci sono alcune situazioni, fortunatamente rare, che possono purtroppo portare a risultati inaspettati a meno che l'utente non provveda a prendere alcuni provvedimenti. Alcuni moduli nello spazio Lab come livelli e monocromia presuppongono che il canale L contenga tutte le informazioni relative alla luminosità e che i canali a e b rappresentino unicamente la saturazione e la tonalità. I colori slegati con valori negativi del canale L sono particolarmente ostici per questi moduli e possono portare alla creazione di pixel neri.

E' stato evidenziato il fatto che le sorgenti luminose di colore blu molto saturo sono ottimi candidati per la comparsa di pixel con valori L negativi. Se vi piace fotografare i palcoscenici state molto attenti ad eventuali aree dell'immagine di questo colore.

Per ridurre questo problema il modulo Profilo colore di ingresso (vedi Sezione 3.4.3.11, «Profilo colore di ingresso») ha un'opzione chiamata Tosaggio gamma. Normalmente questa opzione è disabilitata ma può essere attivata nel caso in cui siano visibili artefatti. A seconda delle impostazioni i colori verranno confinati all'interno di una delle gamme RGB disponibili. In effetti i pixel neri vengono annullati anche a costo di perdere un po' di gamma colore. Vedi Sezione 3.4.3.11, «Profilo colore di ingresso» per un esempio.